Lettori si diventa

Benvenuti! Oggi, nel giorno del mio quarantesimo compleanno, ho deciso di farmi un bel regalo: aprire un blog da dedicare interamente alla letteratura giovanile, alla quale mi sto dedicando, anzi consacrando – è proprio il caso di dire – da un decennio, ossia da quando sono diventata madre per la prima volta.

Mi presento in poche righe. Vi ho dichiarato orgogliosamente la mia età perché è bello arrivare a quaranta primavere (anzi, inverni!) con cinque figli e un marito che sono tutta la mia vita: non saprei proprio cos’altro desiderare! I miei bambini hanno un’età compresa fra i nove anni e mezzo e i due: questo significa che, quotidianamente, insieme, affrontiamo la prima fascia delle letture che vanno sotto la catalogazione di juvenilia (letteralmente, “cose per giovani”), ossia la cosiddetta letteratura per l’infanzia (o child literature, con terminologia anglosassone); la seconda categoria, quella destinata ad un pubblico di ragazzini, che solitamente si fanno rientrare fra i 10 ed i 16 anni, per ora rientra fra le letture avidamente consumate dalla sola mamma, che però ne è una divoratrice accanita.

Mi sono spesso domandata se io sia una grande appassionata di juvenilia solo ed esclusivamente perché sono mamma. La risposta che mi sono data e che mi convince di più è che sicuramente sono stata a suo tempo una forte lettrice bambina ed una ragazzina ancor più innamorata dei libri giovanili, ed è per questa passione che ho trasmesso ai miei figli che ora mi ritrovo a ricascarci: comodamente, beninteso. Ma il discorso è più complesso. Sono stata da sempre una lettrice di libri belli, nel senso che ho sempre avuto un certo fiuto nello sceglierli, anche da bambina, e quello che non mi risultava particolarmente gradevole sin dalle prime pagine, o addirittura dal retro di copertina, non passando la selezione quindi forse direttamente alla fonte, veniva comunque letto e soppesato, anche se raramente il giudizio si invertiva (ma è comunque successo e succede, sempre raramente, tuttora).

Questa propensione per la letteratura vera e non per i generi cosiddetti di consumo mi ha portata a divenire una macinatrice di classici più che di novità letterarie anche in età adulta: in questo modo credo di aver affinato un giudizio estetico un po’, forse, antiquato secondo gli schemi odierni, e questo a prescindere dal fatto che il libro sia destinato ad un pubblico infantile, giovanile o ad una ricezione adulta. Questo senso del valore letterario che oltrepassa le mode del momento, questo giudizio estetico è mio dovere preciso trasmetterlo ai miei figli, perché si formi in loro il lettore e non il tritatutto di pagine. Lettori quindi non si nasce, ma si diventa, correggendo il tiro di volta in volta, scegliendo e scartando, e continuando a leggere all’infinito.

Infine, so per certo di andare controcorrente, ma volevo sottolineare due aspetti del mio modo di essere lettrice di juvenilia. In primis, più sopra ho precisato di essere una lettrice antiquata nel giudizio: e infatti nel mio giudizio non rientrano solo considerazioni estetiche ma anche, classicamente, istanze di carattere morale che invece molta critica odierna tende a demonizzare. In secondo luogo, per quanto riguarda me ha valore letterario anche la produzione, destinata ad un pubblico infantile solitamente al di sotto dell’età scolare – anche qui con varie fasce di ricezione – dove viga il connubio fra immagini e parole, spesso a favore delle prime, con riduzione del testo sovente a mera didascalia. Sicuramente ci troviamo di fronte a dei generi misti che però non possono essere, qualora poi intervengano sia illustrazioni di valore sia testi altamente evocativi, ghettizzati nel limbo della non-letteratura. Dal momento che si tratta di prodotti editoriali dove il genitore o comunque la voce narrante ha il diritto, anzi direi il dovere di integrare la didascalia con interventi propri, e il bambino è stimolato ad immaginare grazie al potere fascinoso del disegno, questi libri rappresentano una sorta di letteratura aperta, in fieri, interattiva potremmo dire mutuando dal linguaggio informatico, che ogni volta si rinnova come l’interpretazione di una partitura.

Non mi resta che augurarvi una buona lettura e, soprattutto, le buone letture che crecherò di consigliarvi. Prossimamente comparirà la prima recensione, anche se non di sole recensioni, come noterete, questo blog sarà fatto.

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2 risposte a Lettori si diventa

  1. monica pennacchietti (la pe) ha detto:

    Potevo mancare Bosina?Eccomi pronta a seguirti .Quante passioni ci accomunano?Ti auguro una splendida avventura con questo nuovo blog.Io sono qui pronta a seguirti! ^_^

  2. Linda ha detto:

    Che bello!!! Non vedo l’ora di sapere qual è il primo libro. Ho deciso che leggerò tutti i libri di cui parlerai! W Laura!!!:-)

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